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INTRODUZIONE

La metodologia dei 7 step è applicabile a business plan relativi a:

  • START-UP         
  • ESPANSIONE AZIENDALE             
  • FUSIONE E ACQUISIZIONE          
  • STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE         
  • ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT   
  • RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA
  • RICONVERSIONE AZIENDALE

Nel settore del management, ci sono alcune skill principali che bisogna conoscere a fondo e che si deve dimostrare di saper attuare. Realizzare un business plan inteso come documento strategico su ciò che una neonata o un’organizzazione avviata vuole realizzare per arrivare a raggiungere specifici obiettivi di competitività e sostenibilità  è una di queste skill. Oggi, in un’economia completamente trasformata ed estremamente competitiva, questa competenza può fare la differenza e costituisce un vantaggio per chi sa metterla in pratica. Sul business plan esistono libri, articoli, corsi e seminari, business school che dedicano interi corsi a questo specifico argomento, perciò la maggioranza delle imprese non sa come realizzare un documento di business plan in grado di illustrare che cosa si vuole realizzare nel breve periodo e in grado di giustificare piani di sviluppo e di crescita ad un consiglio di amministrazione, a un istituto finanziario o a un investitore.
Molti business plan sono documenti pieni di numeri e grafici colorati, meticolosi e complicati, allo stesso tempo, compilati su fogli Excel pieni di formule, in cui se si sbaglia l’impostazione di una virgola si manda tutto in tilt.

Nella mia personale esperienza ho esaminato molti business plan, provenienti da differenti culture e Paesi, e dovendo dare un voto in generale da uno a dieci mi limito a un due.

Perché?

Che cosa c’è di sbagliato nella maggior parte dei business plan?
La maggioranza di questi contiene solo numeri senza esposizione alcuna su ciò che ruota intorno a quei numeri, su quali sono le circostanze che hanno generato quei numeri. Circostanze che sono date dal mercato; dai piani di marketing; dalle persone che conducono o che dovrebbero condurre la realizzazione del piano; dal prodotto e dai processi per produrlo; dal vantaggio competitivo o dal modello di business per provare profitti e ritorni; tutte informazioni di base che stimolano la lettura e che sono indispensabili per chi deve decidere, sia esso un investitore, una banca, un consiglio di amministrazione.
Nonostante i numeri siano importanti e necessari, questi costituiscono solo una componente dell’intero documento e generalmente devono essere illustrati per ultimi nell’ambito di un piano.

Sulla base di questo scenario, l’obiettivo di questo libro è quello di dare una chiara e concisa illustrazione del processo da seguire per sviluppare un business plan, step by step, in sette mosse, applicando tale processo a qualsiasi tipo di business, sia esso una start up o una realtà esistente, un ristorante o una grande impresa high tech, sia esso in cerca di fondi o magari, come spesso avviene, per uso interno all’organizzazione come mezzo di strategic planning.

La metodologia illustrata nel libro può essere applicata a tutti questi casi, senza alcuna pretesa di essere esperti del settore; piuttosto, la metodologia ha l’intento di guidare il manager, imprenditore o team, attraverso un percorso di pianificazione ben preciso, che in pochi conoscono. Questa vale sia per chi deve realizzare un business plan, come un’impresa, sia per chi lo dovrà leggere, come per esempio gli istituti finanziari, che dovrebbero conoscere a fondo la struttura di un business plan e in molti casi fare da guida nei confronti della loro clientela.

Il libro è frutto di una ricerca e di analisi a livello internazionale oltreché della mia esperienza, maturata in vent’anni nel mondo aziendale e accademico, in particolare quello anglosassone, la cui cultura aziendale pone attenzione al processo di pianificazione strategica, cultura che fa da guida e da standard internazionale.
Gli esempi contenuti nel libro sono reali e provengono da differenti aziende operanti in diversi settori e territori a livello globale (Asia, America Latina, USA, Canada, Caraibi, Italia e Olanda), ma per esigenze di confidenzialità, per ogni singolo caso, abbiamo cambiato i nomi reali.
Attraverso i singoli casi studio si vuole non tanto entrare nel merito delle scelte strategiche della singola azienda o organizzazione, piuttosto trasferire la metodologia e mettere in grado il lettore di applicarla in tempo reale alla propria attività di business, sia profit che non profit.

Il piano dell’opera

Il libro illustra come realizzare un business plan seguendo una metodologia struttu-rata su 7 steps:

1. Executive summary
2. Descrizione dell’organizzazione
3. Prodotto o servizio e processo
4. Analisi del mercato, piano di marketing e vendite
5. Posizione competitiva, milestones e analisi dei rischi
6. Management e organizzazione
7. Parte finanziaria

La prima parte del libro sottolinea l’importanza strategica per qualsiasi tipo di orga-nizzazione, profit o non profit, di saper realizzare un business plan, evidenziandone i benefici, sia per scopi interni, come esercizio di strategic planning, sia per comunicare con l’esterno, principalmente con banche e investitori, attraverso un documento chiaro e di facile comprensione. La sezione analizza anche il significato di strategia e illustra un modello di pianificazione strategica, data da cinque aree di riferimento: visione, missione, definizione strategica, pianificazione strategica e infine esecuzione e tattica di azione, soffermandosi sull’importanza oggi di dedicare risorse alla pianificazione.
 

La seconda parte del volume mette in pratica la metodologia, step dopo step, costruendo un business plan. Si inizia con un sommario esecutivo, per poi passare alla descrizione generale dell’organizzazione, al prodotto e processo, al mercato e ai piani di marketing e vendita, al vantaggio competitivo, all’analisi dei rischi, nonché al cronoprogramma delle azioni, alla descrizione della leadership e del team e infine al modello finanziario. Ogni step contiene specifici sotto step, che costituiscono le aree di approfondimento e che descrivono i dettagli relativi all’organizzazione, al mercato nel quale opera e al piano di azione. Il totale dei sotto step è pari a 49 per le organiz-zazioni profit e a 27 per quelle non profit. Gli step sono accompagnati dal caso studio di un’azienda specifica, che si differenzia di volta in volta, proponendo esempi di aziende di servizi e dell’high tech, del retail e del manifatturiero, entrando in quei dettagli che spesso vengono trascurati nei piani di business.

La terza parte del libro inizia con un capitolo dedicato alla giusta presentazione di un business plan, attraverso specifiche tecniche di comunicazione, e prosegue con un capitolo interamente dedicato a un esempio reale di business plan di un’azienda in espansione nel settore delle bevande, il cui obiettivo è quello di aprire nuovi siti di produzione in Brasile al fine di introdurre e commercializzare una nuova bevanda in quel territorio. Segue un capitolo dedicato alle organizzazioni non profit, in cui si sottolinea l’impor-tanza strategica anche per questo tipo di organizzazione di saper realizzare un buon business plan che è meglio, in questo caso, chiamare piano strategico. A tal proposito, viene esposta la stessa metodologia dei 7 step, adattata e semplificata alla tipologia delle organizzazioni non profit.
La sezione si conclude con un capitolo su come mettere in pratica un’analisi SWOT e come riallineare l’impresa alle nuove strategie di business.

 

  

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